Caol Ila 8 yo (1995/2003, Silver Seal, 55,9%)

“La settimana si apre sotto buoni auspici”, spiegato bene

La settimana si apre sotto buoni auspici: vogliamo dunque cavalcare l’onda dell’entusiasmo domenicale anche sul piano alcolico, ripescando un malto del passato, anche se prossimo. Se vi diciamo “Rino Mainardi”, a cosa pensate? Bravi, siete preparati: stiamo parlando proprio di Mr. Sestante e Silver Seal, uno dei più grandi selezionatori indipendenti di quella fase pionieristica che vedeva impavidi italiani girare per la Scozia in cerca di barili, quando ancora nessuno nel mondo si interessava al succo di malto. Prima di vendere l’azienda e il marchio a Max Righi, nel 2007, Rino aveva scritto pagine importanti nella storia del Single Malt in Italia e nel mondo: oggi gli rivolgiamo un pensiero assaggiando un Caol Ila 8 anni, distillato nel 1995 e imbottigliato quando ancora i derby di Milano erano delle semifinali di Champions League che finivano con il risultato sbagliato, oltretutto.

N: molto fresco e piacevole, con note balsamiche davvero spiccate. Pensiamo soprattutto a salvia, in parte anche aghi di pino. Ha una nota maltosa dolce davvero seducente: potremmo pensare a una brioche, e in effetti ci pensiamo. C’è una venatura minerale e quasi marina molto interessante: iodio, calce, si vola verso il talco. Uva bianca, marshmallow. Caffè al ginseng, anche un po’ di zafferano?

P: l’impatto alcolico si fa sentire con nettezza, ma altrettanto nette sono le note goduriose di cocco e marzapane. Molto zuccherino e dolce, di una dolcezza pungente e acuta: dire “zucchero bianco” forse non basta. Ananas? La torba si traduce in cenere, in un senso di bruciato un po’ affilato, per quel che vale una definizione del genere. Cereale affumicato (andate in distilleria e assaggiate!).

F: limone e cenere, cereale torbato e un po’ di dolcezza maltosa.

Elegante e affilato, fine e spigoloso al contempo: magari ad alcuni potrà sembrare un po’ ‘semplice’, con gli elementi tipici dei malti di Caol Ila tutti lì squadernati ed esibiti, e senza una vera, piena presenza del mare: ma è veramente – e semplicemente – buono, non ce n’è. Sarebbe il whisky perfetto per folgorare sulla via di Port Askaig anche il più feroce militante antitorbato. Chapeau. 88/100.

Sottofondo musicale consigliato: Lean Year – Come and See.

Caol Ila 15 yo (1980/1995, Sestante, 40%)

Perché confrontare due Caol Ila di decenni diversi? La vera domanda, caro lettore rompiballe, è “perché non farlo?”, e infatti noi lo facciamo. Oggi assaggiamo un Caol Ila del 1980, imbottigliato da Sestante 15 anni dopo a gradazione ridotta. Sestante è marchio dietro cui si celava il grande Rino Mainardi, pioniere del whisky in Italia e, a detta di quanti lo hanno conosciuto da vicino, il miglior naso di sempre – noi che lo abbiamo solo incrociato a una grigliata dobbiamo di certo riconoscergli che tutto quello che abbiamo assaggiato di suo era davvero eccellente.

N: clamoroso. Tropicale, erbaceo, balsamico, una torba lieve e integratissima… Boule dell’acqua calda delicatissima, poi aloe vera, foglie – una setosità erbacea seducente. Poi ananas, anzi: il succo ananas e aloe, se esiste (Zucchetti giura di sì), un po’ di cocco, un sacco di lime. Una punta di borotalco. E la cosa incredibile è che è un tutt’uno, pieno, compatto, tutto unito.

P: la coerenza fatta dram. Peccato fosse solo a 40%, un pelo d’intensità in più l’avrebbe reso indimenticabile. Tropicale ed erbaceo ancora, in più mostra una torba più evidente, con fumo, un senso di bruciato. Agrumi freschi, con note mentolate e leafy davvero incantevoli, setosi, delicati ma compatti.

F: erba fresca tagliata, un bruciato di cenere, forse un poco di canfora. Amaruccio, pulito, agrumato e con una timida sapidità che fa salivare.

Ma com’è che i whisky di Islay di quegli anni finiscono tutti per mostrare quelle note fruttate incredibili, com’è che esibiscono una torba vellutata, delicatissima… Notevole davvero. Questo Caol Ila ha cose che lo dovrebbero tenere a vette altissime di punteggio (il naso è clamoroso), resta un po’ giù solo per l’intensità al palato. 90/100.

Sottofondo musicale consigliato: Yuma – Smek (Rey & Kjavik rmx).