Clynelish ‘Select Reserve’ (2014, OB, 54,9%)

La versione ‘Select Reserve’ di Clynelish è parte delle Special Release Diageo dal 2014: la prima versione era un NAS – nessuna età dichiarata – costosissimo, anche se il vintage più giovane era dichiarato, il 1999 (quindi tecnicamente avrebbero potuto rilasciarlo come 15 anni a grado pieno). Dovremmo meditare a lungo sul concetto di NAS portato ad un livello estremo, ma siccome è agosto pieno e non siamo mai andati in vacanza, beh: non ne abbiamo proprio voglia, pensateci voi. Noi, qui, assaggiamo.

clyob.non2N: di primo acchito potrebbe sembrare un whisky beverino, come tanti, e invece se lo si ascolta con un po’ di attenzione apre le porte a mille mondi paralleli. Proviamo a fare ordine: c’è un lato intensamente fruttato, di frutta matura e golosa (pesche bianche, di brutto!), ci sono note ‘dolci’ e agrumate che ci riportano alla nostra amata torta paradiso (e quindi limone, crema, vaniglia, zucchero a velo). Non disdegna nemmeno certa mineralità vegetale tipica del lavoro degli alambicchi di Clynelish (qui diremmo: fiori secchi), poi a tratti una bella torba, acre e al limite del timidamente fumoso (solo a volte, però).

P: molto, molto coerente con il naso. Il primo impatto è ‘austero’, sul limone e sul vegetale (erba fresca, lemongrass; ma anche tanti fiori, freschi e recisi); e compare anche una deliziosa sfumatura di cera, intensa ma fugace, che di questa qualità si trova solo nel Clynelish. Pulitissimo, si sente benissimo il malto, dolce (fiocchi di cereali zuccherati?); un leggerissimo cenno di mandorle. Ancora un che di più dolce, tra la pesca bianca e la torta paradiso.

F: pulito e maltoso, si rigioca tutte le sfumature di prima, tra i fiori, il vegetale, ancora la mandorla… e una bella dolcezza di pesca bianca.

È un esempio eccellente di Clynelish, che è forse la nostra distilleria preferita: dunque sì, ci è piaciuto tantissimo, diciamo da 91/100. Tenendo conto di questo, allo stesso prezzo ti porti a casa tre o quattro single cask ultraventenni di qualità equivalente…

Sottofondo musicale consigliato: Charles Bradley – Why is it so hard.

Glenrothes Select Reserve (2011, OB, 43%)

Con qualche giorno di ritardo rispetto alla degustazione della scorsa settimana, iniziamo oggi un viaggio tra alcune espressioni della Glenrothes, rinomata distilleria dello Speyside dal carattere prevalentemente sherried che si distingue per la scelta di imbottigliare solo single malt vintage, ovverosia ottenuti da botti riempite tutte nelle stesso anno. Di recente il Malt Master di Glenrothes, John Ramsay, ha scelto alcune botti di annate differenti e ha creato la versione “Select Reserve” della distilleria, un malto giovane, il cui distillato ha atteso in botte dai 7 ai 10 anni.

N: seppur con qualche punta alcolica di troppo, si presenta fresco e agile, con un aroma agrumato (limone) che spicca come prima impressione. In accoppiata, una piacevole maltosità, calda e rassicurante. Nitide (anche se di lieve intensità) sono le zaffate di vaniglia; certo è presente anche un po’ di pera, segno distintivo di tanti whisky dello Speyside. La quercia fa capolino ogni tanto, il tutto in un contesto di grande delicatezza: a tratti forse troppa. Stupisce la poca incisività delle botti di sherry usate nel vatting.

P: sì, va bene la vaniglia e una pera matura e cremosa (quasi una mousse), ma poi?! C’è proprio poco altro in questo dram, che sembra intimidirsi al cospetto delle papille. Sentori di agrumi e frutta secca. La componente sherried si sente maggiormente rispetto al naso, ma è un fugace affaccio. Per di più non ci si scrolla di dosso l’impressione che l’alcol, se pure a 43°, sia fin troppo in evidenza.

F: forse l’aspetto più riuscito di questo malto, perché la delicatezza non scade nella poca personalità. Di durata medio-lunga, con vaniglia, legno, frutti rossi e qualche suggestione pepata.

Che dire… Eravamo molto curiosi di assaggiare questo esperimento, tentato da una distilleria che raramente ha deluso coi suoi vintage. Questa volta però non possiamo dirci soddisfatti perché il Select Reserve ha una sola, sottile, linea di interpretazione, è fin troppo diretto e sincero nel suo carattere. Una buona notizia è il prezzo contenuto (circa 35 euro), che lo mantiene entro i limiti del consigliabile. Il nostro giudizio è quindi di 78/100.

Sottofondo musicale consigliato: una canzone che non c’entra proprio niente con il whisky bevuto, ovvero Dierks Bentley (feat. The Punch Brothers)Senor, dall’album Up on the Ridge.