Mortlach 26 yo (1992/2019, OB, 53,3%)

Diageo-2019-special-releases-webPezzo forte delle ultime Special Releases di Diageo, orfane per il secondo anno consecutivo di Brora e Port Ellen, è senza dubbio questo Mortlach 26 anni, che esibisce senza timori un prezzo decisamente “premium”. Della parabola di Mortlach, la Bestia di Dufftown, si è parlato spesso: da bestia… da soma per i blended, valorizzata dagli indipendenti, è stata artificialmente trasformata in una bestia rara, cioè un brand di lusso, con bottiglie da 50 cl e prezzi – onestamente – insensati; la trasformazione, non proprio premiata dal mercato, ha portato a un riassestamento, con Diageo che continua a voler puntare su Mortlach ma lo fa attraverso un range molto più umano. D’altro canto – ma chi siamo noi per dirlo a Diageo – un brand si costruisce, non si impone: e quindi se il percorso di Mortlach dev’essere verso il lusso, bene (oddio, bene, mica tanto), ma che sia graduale almeno; sembra che l’abbiano pensata così anche colà dove si puote. Questo Mortlach 26 sembra un passo in questa direzione, anche se per ora la scelta di mettere questo prezzo (1700€) a questo imbottigliamento è stata molto criticata dalla comunità di appassionati – che comunque non è il mercato di riferimento di questa bottiglia, crediamo, e dunque “sticazzi”. Uno di noi è stato a Londra, invitato da Diageo, per la presentazione delle Special Release a tema “Rare by Nature”, e coraggiosamente si è portato a casa un campione del Mortlach: abbiamo atteso anche troppo per berlo. Il colore è ramato scuro, rivelando la maturazione in sherry, sia Oloroso che PX, a primo riempimento.

IMG_1799N: molto scuro anche come aromi, con note immediate di rabarbaro e liquirizia… C’è una grande profondità in questo naso, con legno verniciato e tabacco, davvero molto intensi. C’è poi una componente sticky, appiccicosa, che ci fa venire in mente l’arancia rossa e soprattutto una deliziosa marmellata di mirtilli, di ribes: ci prendete per degli squilibrati se parliamo di Ratafia di more e di maraschino? Fate bene. La ciliegia nera è molto evidente, così come un profumo delizioso di chinotto. Non c’è traccia della nota più ‘meaty’ e più grassa della Bestia di Dufftown

P: beh, che buono… A dispetto delle attese, non allappa, anche se si fa ancora un po’ più scuro e speziato, anche se con una presenza del legno piuttosto marcata, soprattutto verso il finale: quindi note di chiodi di garofano, di genziana, di polvere di caffè. Ma non si comincia dalla fine, giusto? L’impatto è tutto di chinotto, e nel complesso resta molto succoso, con una serie di suggestioni di frutta come more e mirtilli, ciliegia nera. Talvolta un po’ di cioccolato fondente. Buonissimo.

F: molto lungo, dolce e appiccicoso, tutto su liquirizia purissima e more… Il legno è molto evidente, con le sue spezie bene integrate.

IMG_1803Un “Mortlach da russi”, dice sommessamente qualcuno che presenzia alla nostra degustazione: è ovviamente molto buono, è ovviamente molto marcato dallo sherry, se vogliamo l’unico appunto che si può fare è che è poco Mortlachoso – non c’è quella sporcizia ‘carnosa’ che tanto caratterizza la distilleria, c’è tantissimo sherry e il profilo è più tagliente del solito. Non fraintendete: se bevessimo alla cieca mai avremmo indovinato, ma stiamo comunque parlando di un whisky buonissimo, che va in quella direzione da sherry monster molto maturo che non può non piacere a chiunque ami il whisky. Noi l’amiamo, e infatti: 92/100. Grazie davvero a Danilo e a Franco di Diageo per l’invito.

Sottofondo musicale consigliato: Tom Waits – We’re all mad here.

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Aberlour A’bunadh batch #49 (2015, OB, 60,1%)

In passato abbiamo già frequentato questa versione sherry monster di Aberlour: si tratta di un no age, ma non è frutto delle mode recenti… È infatti da più di dieci anni che la distilleria dell’omonimo borgo nel cuore dello Speyside rilascia questo imbottigliamento (ci siamo soffermati sulla storia di questa versione qui), a piena maturazione ex-sherry first fill, non ridotto e non colorato. Questo è un batch recente, il #49, ancora facilmente reperibile sul mercato.

ablob.non26N: il caro, vecchio sherry monster: nonostante la gradazione, l’alcol non respinge, piuttosto al massimo pare ‘chiudere’ leggermente, ma non fraintendiamoci – siamo comunque in un contesto di grandissima intensità. Sembra tutto bello ‘appiccicoso’: frutti di bosco lasciati a macerare nell’alcol, liquore alla ciliegia; cioccolato (proprio il mon cheri); caramello, chips di mele; confetti. Sembra molto ‘dolce’, e il malto è praticamente seppellito. Un senso caldo di legna tagliata, al sole, ed anche un che di mentolato, erbaceo, eucalipto. Con acqua, si apre decisamente un fronte agrumato (arancia, marmellata di) e finalmente esce bene il malto-Aberlour, bello biscottoso.

P: senz’acqua è veramente estremo, e l’intensità è esplosiva, e l’alcol si impone con un sottofondo di note piccantissime e mentolate, piuttosto imponenti sulle prime. Frutta rossa e cioccolato, ma c’è anche un deciso ritorno di un malto biscottato e legno – infatti non è poi così dolce come ci aspettavamo. Con acqua, si fa più maltoso e anche un po’ più ‘amaro’: cresce il cioccolato fondente, crescono le note erbacee. Tante le spezie: chiodi di garofano uber alles.

F: soprattutto con acqua, si dilungano le note più maltate e quelle più amaricanti, tra cioccolato fondente, tannini e un mero senso di frutta rossa.

Questa versione di Aberlour è da sempre una delle nostre favorite: uno sherry monster da manuale, come sempre. Il batch #49 rivela una fenomenale liquorosità al naso, con note di frutta rossa e di ‘dolcezza’ spiccate, combattuta però al palato da un senso amaro e da note legnose / vegetali che si prendono la rivincita, fino alla vittoria. 85/100 è il giudizio, la conferma di un player di successo (un player di successo? Macheccazz…).

Sottofondo musicale consigliato: Death – Suicide Machine.