Bruichladdich 16 yo (2002/2018, Claxton’s, 61,2%)

la still room di Bruichladdich a febbraio 2018

Claxton’s, imbottigliatore indipendente importato in Italia dai prodi ragazzi di Whisky Italy, soprattutto negli ultimi tempi ci ha abituato a pezzi di grande qualità, alcuni dei quali abbiamo raccontato anche su questo umile blog. Grazie al sample generosamente mandatoci da Diego Malaspina, oggi assaggiamo un Bruichladdich di 16 anni invecchiato in un Puncheon ex-sherry (capacità di circa 500 litri) e imbottigliato a grado pieno nel 2018. Recentemente i Laddie in sherry sono piuttosto rari, e dunque affrontiamo questo sample con curiosità.

Bruichladdich 16 yo (2002/2018, Clanxton’s, 61,2%)

N: impressionante come sia aperto e piacevole, pur con una gradazione così alta. Lo sherry è evidente, con arancia rossa, toffee, ciliegia succosa, cioccolato al latte, marmellata rossa… Poi emerge anche l’anima di Bruichladdich, con una torba leggera leggera e soprattutto un che di vegetale, diciamo di pastone, di mangime per maiali, una lontana marinità e un che di sulfureo appena accennato. L’acqua addolcisce, con note di praline e di zucchero bruciato.

P: anche qui resta clamorosamente bevibile a dispetto del grado. L’impatto è di una frutta rossa massacrante, tra marmellata di fragola e ciliegia. C’è qualcosa di iperzuccherino, diremmo forse caramello bruciato. Arancia amara. Cacao amaro (lievemente astringente), poi molto speziato, con noce moscata e soprattutto chiodi di garofano. Verso il finale si apre una torba sulfurea e marina…

F: qui decede la dolcezza, vien fuori la torba, netta, fumosa e affumicata (sa di salmone arrostito affumicato). Lascia la bocca asciutta, e – soprattutto a bicchiere vuoto – lascia a bocca asciutta.

Ma che bellezza, ma che stranezza. Stupisce la delicatezza dell’alcol, nonostante un volume abbastanza massiccio; l’impatto del barile è evidente, con tanta frutta e con tante note speziate, a tratti – soprattutto al palato – appena al di qua della sottile linea rossa del soverchiante. E però il naso rivela le note tipiche del distillato, erbacee e sottilmente torbate. Non si può non premiarlo: 87/100. Non costa poco, ma regala molte soddisfazioni, e Whisky Italy lo vende qui.

Sottofondo musicale consigliato: Temples – Hot Motion.

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Macallan 1989 (2003, Samaroli, cask #8274, 45%)

Questa per noi sarà la settimana di Macallan. Assaggeremo tre espressioni di età non così distanti, imbottigliate da selezionatori indipendenti; tutti e tre invecchiati in botti ex-sherry. Si inizia con Samaroli: eccoci alle prese con un single cask (sherry puncheon #8274) distillato nel 1989 e messo in bottiglia quattordici anni dopo. Il colore è paglierino, strano! Sarà sherry fino?

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N: molto delicato e aromatico, anche se di certo non ci sono quegli aromi che sei portato ad attenderti da un Macallan in sherry. Molto pulito, senza deviazioni profonde verso la frutta rossa (veramente molto tenue, appena allusa) o spigoli speziati. Domina incontrastata la frutta fresca mele e pere, una maltosità frizzante ancora molto imberbe; delicatamente profumato, floreale. Zenzero candito. Mela mela mela. Olio di mandorle.

P: molto approciabile, zero alcol. Rispetto al naso si fa più autorevole, mettendo in evidenza una maltosità più calda e biscottosa e note lituorose più profonde (risalita di frutti rossi, fragola dolce). Si confermano mele alla grande, ma più ‘grevi’: mele cotte, caramellate, con cioccolato. Pasta di mandorle e una nota di caffè particolarissima. Cambia non poco rispetto al naso.

F: tarte tatin e caramello. Lungo. Ancora malto, ancora un pelo di caffè.

Un whisky inaspettato: molto particolare, come detto più volte non corrisponde a quel che ci si attende da un Macallan ex-sherry, e proprio per questo è esperienza assai istruttiva. Complice la riconoscibilità di uno stile Samaroli (sobrietà complessiva), sorprende sì, ma in positivo. 85/100 è il nostro giudizio. Grazie a Giulio per il sample.
Sottofondo musicale consigliato: Filippo Tirincanti – She smiles.