Aberfeldy 12 yo (2017, OB, 40%)

Un paio di settimane fa abbiamo avuto la la fortuna di partecipare all’ennesimo tweet tasting organizzato da Steve Rush, questa volta a tema Aberfeldy: il primo dei tre assaggi era (ovviamente) l’entry-level del suo core range, vale a dire il 12 anni – età che costituisce un vero spartiacque, quantomeno nel mondo imbottigliamenti ufficiali. Mettiamoci sopra il naso, e spariamo un paio di sentenza, via.

N: da subito si intuisce un naso molto ben bilanciato, tra note delicate, fresche e floreali, e un lato più fruttato ed esuberante. Le tasting notes ufficiali parlano di miele d’erica e non è difficile farsi catturare da questa suggestione. Accanto ecco ben evidente la frutta: albicocche disidratate, ananas, arance. Su tutto aleggia una spruzzatina di sentori minerali e il malto, a dirla tutta, è anch’esso in bella vista. Semplice ma davvero ben fatto.

P: un filo debole l’attacco e tutto giocato su una dolcezza senza tanti fronzoli. Toffee e ancora miele, tanto miele. In un secondo momento si accende la frutta, con brioches all’albicocca e un po’ di marmellata alle arance. Una sensazione innocente di fiori freschi ci viene a fare visita anche al palato, e ci rallegra.

F: di media durata, mostra a sorpresa una nota legnosa e si richiude su se stesso, con una leggera sensazione astringente, di allappamento.

Il naso non ci è affatto dispiaciuto, ma a ben vedere il palato è un po’ timido e forse si limita a fare il compitino; peccato perché all’olfatto sembrava promettere moltissimo… Ad ogni modo, resta una prova convincente, a maggior ragione se si pensa che questo solido single malt si trova in commercio abbondantemente sotto alle 40€. Perfetta introduzione al whisky di malto non torbato. 82/100.

Sottofondo musicale consigliato: Adamsky & Seal – Killer.

Vanilla Burst (2017, Wemyss, 46%)

Da qualche tempo partecipiamo festosamente ai tweet tasting organizzati da whiskywire, che funzionano più o meno così: una ventina di blogger e appassionati di whisky da tutta Europa ricevono a casa dei campioncini e li bevono in simultanea all’orario dell’aperitivo, riversando su Twitter tutte le impressioni e le frustrazioni di giornata come se non ci fosse non solo un domani, ma nemmeno un post cena. Qualche settimana fa il pacchettino conteneva gli ultimi esperimenti di Wemyss, estroso imbottigliatore indipendente scozzese (tanto per capirci l’ultimo assaggio era un old fashioned già confezionato a cui aggiungere solamente ghiaccio). La serata è iniziata con questo Vanilla Burst, un no age statement prodotto con malto dello Speyside fino a raggiungere i 15200 litri. Per questo primo batch sono state sfornate 4800 bottiglie. E il nome è tutto un programma…

N: siccome questo è un concept whisky, noi faremo una concept recensione, optando per un’immagine altrettanto onnicomprensiva – e l’immagine è: ciambellone / torta paradiso, con tanto zucchero a velo e la scorzetta di limone nell’impasto. Se qualcuno poteva temere un bourbon monster, quest’incubo si realizza solo a metà: la palese giovinezza del distillato, che ci pare avvicinarlo al familiare Glen Grant 5, rimane abbastanza in evidenza, bilanciando curiosamente il tutto… Note fruttate, di frutta gialla, semplici ma gradevoli completano il profilo: pesca bianca anyone?

P: un buon corpo e un bell’impatto: ancora cremoso con vaniglia e torta paradiso, ancora una bella acidità con limone – di certo c’è un lato fatto di burro fresco ed erbaceo (diremmo lemongrass per essere cialtroni fino in fondo) che bilancia bene la dolcezza. Di nuovo viene in mente Glen Grant. Mela e pesca gialla.

F: medio-lunghino e persistente

Premesso che questo nuovo filone dei Nas connotati da un descrittore già in etichetta può piacere o può far inorridire, bisogna convenire sul fatto che un whisky va valutato in base al nostro gusto personale e alle sensazioni che ci trasmette. In questo senso, al Vanilla Burst non si potranno negare una certa piacevolezza e corposità, pur nel contesto di una ostentata semplicità. Quindi sbattiamocene della tradizione e vai di 83/100! Costa intorno ai 50 euro.

ah, per chi volesse farsi del male l’hashtag su Twitter era #wemissmalts

Sottofondo musicale consigliato: Vanilla Sky – Just Dance