Cena Gluglu – Grain Whiskies, 26/2/15

FullSizeRenderGiovedì scorso abbiamo avuto il piacere di partecipare per la prima volta ad un evento organizzato dallo storico Whisky Club Gluglu, attivo da quindici anni grazie soprattutto alla voglia e all’entusiasmo di Glen Maur, mattatore e mastermind del club. Il format è stato quello della cena-degustazione: sei (in realtà sette, in realtà otto…) whisky abbinati ad altrettante portate, raffinatissime, preparate dallo chef Mario Pozzi della Trattoria del Glicine di Cernobbio. Il tema era il grain whisky, genere solitamente sottostimato (“pff, roba da blended”) ma che sa regalare guizzi di genio: abbiamo assaggiato l’Haig Club (quello di Beckham); uno Strathclyde 12 anni (2001/2013) della serie Cask Strength di Chivas, a 62,1%; un Invergordon 21 di Cadenhead’s (1991/2013, 46%); un North British di Wilson & Morgan (1991/2014, cask #3325); un Girvan ancora di Cadenhead’s di 33 anni (1979/2013) a 46%; un Port Dundas ufficiale (Special Release di Diageo 2011) a 57,4%. Tra questi grain, che onestamente ci hanno complessivamente sorpreso positivamente (alla faccia di tutti i pregiudizi…), una menzione d’onore la diamo all’Invergordon, che ci ha stupito perché inusuale, meno dolce degli altri e più particolare, con note quasi torbate ed erbacee al palato; ma eccellenti erano anche il Girvan, molto complesso e strutturato, così come il North British; e lo Strathclyde, pure così giovane, aveva un’intensità al palato molto piacevole. Non ci spingiamo a dare valutazioni numeriche, ma di certo ora possiamo dirci anche appassionati di grain!

FullSizeRender-3Ma oltre a questi sei, abbiamo avuto il privilegio di assaggiare in anteprima un Tomatin 8 anni, selezionato da Gluglu nella neonata serie “Travel Adventures” (per cui si preannunciano confezioni speciali…): un gradevolissimo refill sherry butt, giovane e maltoso ma non privo di guizzi e di qualche nota ‘sporca’, come piace a noi. Presto lo recensiremo con calma, così come recensiremo la vera sorpresa della serata, per cui saremo sempre grati a Mauro: uno Springbank 1965/1990 selezionato e imbottigliato da Samaroli. Un whisky magnifico, semplicemente, con un naso veramente incantevole, di quelli che continuano a mutare, passando da note di cera e libri vecchi a frutta secca, frutta cotta, frutta fresca, tabacco… E si potrebbe andare avanti all’infinito – ma come detto, lo recensiremo presto con calma.

FullSizeRender-2Insomma, un ingresso nel mondo Gluglu veramente ‘in pompa magna’: speriamo davvero di riuscire a organizzare qualcosa assieme, e, se non altro, possiamo assicurare che non sarà certo l’ultima riunione del club cui avremo partecipato… Slàinte!

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Whisky & Shout – Un posto a Milano

Whisky & Shout – Un posto a Milano: noi c’eravamo, per fortuna.

Cascina Cuccagna è un posto praticamente inimmaginabile, che in tanti però tanti hanno già scoperto con gli occhi pieni di stupore. Avreste mai scommesso sull’esistenza di una cascina del 1695 totalmente restaurata, trasformata dai visionari creatori di Un posto a Milano in uno spazio polifunzionale  (da spazio espositivo, bistrot, ostello e tanto altro) e posizionata a ridosso del centro di Milano, così come per magia? Non barate! No, non l’avevate fatto! A tutto questo aggiungiamo la felice intuizione dei gestori che, tra le tante attività ed eventi organizzati, hanno pensato bene di unire le eccellenze gastronomiche degli agricoltori appena fuori Milano (uno dei punti di forza della Cascina) all’eccellenza proveniente da Oltremanica.

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Giuseppe e Masumi aprono le danze
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il “menù” dell’aperitivo…
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…e il menù della cena. Un tripudio di sapori!

E a questo punto avrete capito che siamo qui a parlare ancora una volta di whisky. Sì, perché pare sia il nostro chiodo fisso. Giovedì scorso, grazie alla collaborazione del Milano Whisky Festival (qui incarnato nella figura di Giuseppe Gervasio Dolci), ha preso avvio una serie di incontri, le serate ‘Whisky & Shout’. Noi c’eravamo, perché la gentilissima Arianna, di Un posto a Milano, ha pensato bene di ritenerci delle vere autorità del settore e ci ha fatto graditissimo invito. A partire dall’aperitivo abbiamo potuto partecipare- che paludamento linguistico, in realtà abbiamo solo bevuto con grande entusiasmo!- alla presentazione di due imbottigliamenti selezionati dal Milano Whisky Festival, un Arran 6 anni e uno Springbank 13 yo, in abbinamento a un piatto di salumi. Poi il trasferimento nello spazio ristorante gestito dallo chef Nicola Cavallaro, che per l’occasione ha preparato un piatto da abbinare ai due whisky, nuovamente serviti a tavola. Abbiamo così assaggiato, per non dire degustato, per non dire divorato, un delizioso brasato con purea di patate, salsa al cioccolato e scorzetta d’arancia. Davvero notevole e tra l’altro l’abbinamento coi due malti a nostro parere è perfettamente riuscito.

A gennaio e febbraio si replicherà con la stessa formula. Vi anticipiamo il programma, così nessuno potrà dire “ma io non sapevo, ditelo però quando ci sono queste cose fantastiche!”.

Martedì 27 gennaio 2015: Kilchoman vintage 2008 –  5 anni. Caol ila vintage 2004 – 10 anni.

aperitivo dalle ore 19.00 – degustazione due whisky + caprini erborinati in abbinamento – €5. Cena dalle ore 19.30 – degustazione due whisky + risotto erborinato – €12.

Martedì 24 febbraio 2015: Grendronach vintage 1993 – 19 anni. Glenfarclas vintage 2006 – 8 anni

aperitivo dalle ore 19.00 – degustazione due whisky + piatto di cioccolato in abbinamento – €5. Cena dalle ore 19.30 – degustazione due whisky + assaggio di dolci in abbonamento – €15.

Ah, la serata è stata l’occasione per vedere anche molte facce nuove, oltre agli appassionati che spasmodicamente vagano per Milano in cerca di eventi del genere. Accorgersi che la nicchia del Single Malt si espande e conquista nuovi favori fa sempre piacere, ed è alla fine l’obiettivo di queste iniziative: portare il whisky “là dove c’era l’erba…”.

Grazie ancora allo staff di Un posto a Milano e appuntamento al 27 gennaio!