Johnnie Walker ‘Blue Label’ (2015, OB, 40%)

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Un paio di settimane fa¬†abbiamo partecipato, assieme a Davide, alla presentazione¬†del pop-up store di Johnnie Walker Blue in corso Garibaldi, a Milano, che rester√† in attivit√† fino alla vigilia di Natale. Johnnie Walker Blue √® la versione ‘top di gamma’ del celebre marchio di blend scozzese, di propriet√† di Diageo; il negozio¬†√® molto bello,¬†condito di¬†tante cose che piaceranno ai sedicenti gentlemen contemporanei (che potranno pure fare un test per scoprire quanto sono gentlemen: noi lo siamo solo all’80%, maledizione), da un’edizione limitata milanese a un calligrafo a guide per cocktail fino ad un corto, che pareva francamente necessario, girato ad hoc con Jude Law e Giancarlo Giannini tra vecchie Bugatti ed altre amenit√†.¬†√ą¬†stata l’occasione per scambiare quattro chiacchiere con¬†il team Diageo, come sempre gentilissimo a dispetto delle nostre ironie, e per esperire l’esclusivit√† del concetto di marketing applicato al whisky – dimensione che dai puristi potr√† essere considerata discutibile quanto si vuole, per carit√†, ma che costituisce “il mondo reale” molto pi√Ļ¬†delle disquisizioni su aromi terziari e lattoni,¬†ed √® davvero molto interessante come finestra privilegiata sulle dinamiche¬†di mercato; ma soprattutto (si sa che¬†uno fa il blogger per scroccare, mica per altro!) √® stata l’occasione per mettere le mani su un sample di Johnnie Walker Blue. Assaggiamolo.

JWBL - Milano edition

l’edizione limitata ‘milanese’

N: non ne abbiamo bevuti a bizzeffe, ma certo pare che l’apporto dei grain sia bello massiccio: c’√® infatti una ‘dolcezza’ profonda e cerealosa che ci rammenta subito cioccolato e miele (l’insieme ricorda un po’ quelle barrette di cereali e appunto miele…). Poi, molto agrumato, con tanta scorza d’arancia, ancora glassata; e di qui parte un’altra suggestione verso il panettone caldo. Frutta secca (mandorla). Dopo un po’ d’ossigenazione, il dram comincia a vivere una seconda vita, fatta di un’elegante schermatura minerale, a tratti quasi di una cera / torba (√† la Clynelish vecchio, per intenderci), di umido, di legno umido. T√®, frutta cotta (mele, pere, prugne).

P: a 40% √® saporito ma non esplosivo; il punto meno¬†entusiasmante sta proprio nell’attacco, ancora grainy (con quella dolcezza cerealosa un po’ facile) e con una legnosit√† spiccata che proseguir√† ad oltranza. Solo che dopo poco emerge quella complessit√† che avevamo apprezzato nella seconda parte del naso, e quindi: cera, un filo di torba, frutta secca avvolgente, tabacco da pipa. Ancora in coerenza col naso, nitidi arancia e miele, caramello e frutta gialla.

F: a sorpresa, la parte pi√Ļ interessante, perch√© mantiene a lungo la maturit√† di naso e palato senza concedere nulla alle note pi√Ļ facili. Quindi tabacco, cera, legno umido, un velo di cera…

BlueLabel003Si rivela essere proprio un whisky da meditazione, come gli arredi del pop-up store volevano suggerire: va ascoltato con attenzione, e il finale molto lungo rimanda a infinite conversazioni nei salotti pi√Ļ intelligenti. O se non altro, se ne bevi un bel po’, te lo fa credere. Il¬†blend di punta di casa Johnnie Walker √® obiettivamente buono, con note davvero piacevoli che rivelano la presenza, nella miscela, di botti certo molto invecchiate: peccato per la gradazione bassa, che brucia la miccia¬†dell’intensit√† e che ci fa fermare a 87/100, perch√© altrimenti saremmo probabilmente saliti ancora pi√Ļ in alto. Quanto costa? Che volgarit√† parlare di denaro, comunque¬†poco meno di 200 ‚ā¨.¬†A¬†parte le nostre ironie, ringraziamo moltissimo Franco, Silvia e Fabrizio per l’invito e per le piacevoli conversazioni.

Sottofondo musicale consigliato: Gentleman – To the top.

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Piove whisky vol. II

pizzul-2Come direbbe Bruno Pizzul, “tutto molto bello”: abbiamo ripescato da una sezione dimenticata del sito qualche ‘sentenza’, che pare perfetta per rimpolpare la scandalosa rubrica delle recensioni multiple. E ovviamente non c’√® da aspettarsi una vera recensione, ma solo un paio di impressioni, buttate l√¨, e un voto. Tanto non √® che a qualcuno¬†importi davvero¬†delle nostre personali opinioni, o no?


Longrow 10 yo (1994/2004, OB, 46%)

Lo assaggi e lo sai: questa √® Campbeltown! Personalissimo come ogni Longrow, con le sue note torbose, minerali e ‘sporche’,¬†ma meno spumeggiante di altre espressioni.¬†81/100

 

Isle-of-Jura-SuperstitionIsle of Jura ‘Superstition’ (2010, OB, 43%)

Saremo trancianti. Non fidatevi delle parole di chi ve lo proporrà come autenticamente godibile: è solo sciocca superstizione. Ruffiano e dolciastro, ma il bersaglio era altrove. 75/100

 

japan_yoi3Yoichi 15 yo (2011, OB, 45%)

Sar√† l’influenza dell’occhio a… mandorla, ma c’√® davvero un sacco di frutta secca; cremosissimo. Un biscotto allo zenzero? Peccato che queste espressioni siano destinate a sparire…¬†86/100

 

Caol Ila Friends of the Classic Malts (2007, OB, 43%)

Annusi un giovane Caol Ila, tipico, calmo: ancora non ti aspetti il disastro del palato: alcolico, acido e sciapo. Amici amici, poi ti rubano la bici. 70/100