Tullibardine 24 yo (1993/2017, Valinch & Mallet, 52,1%)

Tullibardine è distilleria difficile: un tempo concentrata esclusivamente sulla produzione di materiale per blended, oggi sta cercando di rifarsi l’immagine e – contestualmente – di innalzare la qualità del distillato, stante una fama non proprio radiosa. Il vintage del 1993 è il più frequente disponibile presso gli imbottigliatori indipendenti, se si dà una rapida occhiata al whiskybase: oggi assaggiamo un single cask ex-bourbon selezionato da Valinch&Mallet, italianissimo giovane top player nel mondo dell’imbottigliamento indie.

28928121_10155426680611958_1273406618_oN: all’inizio si rimane spiazzati dalla sconcertante datità del distillato: cioè dal modo assieme sereno e brutale con cui questo va incontro all’ignaro degustatore. E dunque sentiamo note lattiche, di yogurt bianco, e in generale sentori ‘acidi’ – per intenderci – e agrumati, di limone candito, poi di sfalcio d’erba. Solo a un secondo ascolto (ma come? al naso? SINESTESIAAAA HONESTAAAAA) e col passare dei minuti si rivelano le note più attese, pure se in punta di piedi, in stile bourbon hogshead: e quindi vaniglia, pastafrolla cruda. Tuorlo d’uovo. Non moltissimo d’altro, a dirla tutta. A tratti un po’ alcolico.

P: il corpo decisamente non esplode, anche se la componente alcolica è piuttosto evidente. Da un lato si normalizza, seguendo una via che va dallo zucchero bianco alla vaniglia, al frollino. Dall’altro, rispetto al naso quel lato erbaceo molto naked non arretra, anzi a tratti pare di ciucciare fili d’erba fresca. Lemongrass; in generale, piuttosto agrumato (scorza di limone).

F: di media durata, molto pulito e limonoso, sulla falsariga delle fasi precedenti.

Senz’altro molto particolare, molto erbaceo, molto nudo; rispetto alla valutazione di Serge, a noi ha convinto complessivamente un po’ meno, e se possibile l’abbiamo trovato ancor più guidato dal distillato, forse fin troppo dopo 24 anni, e in ogni caso senza che la nudità, qui, risulti un valore assoluto, in sé – anche se quella suggestione di pane che l’alsaziano propone diffusamente, a posteriori, ci pare decisamente azzeccata. 83/100. Grazie a Fabio e Davide per il sample.

Sottofondo musicale consigliato: Cesare Cremonini – Nessuno vuole essere Robin.

 

Whiskyfacile… al Milano Whisky Festival!

14976636_1242433639149438_2123820976059888283_oCome da tradizione, per la quinta volta quest’anno parteciperemo al Milano Whisky Festival stando dietro al banchetto di Beija-Flor… e come da tradizione, l’importatore ci ha messo a disposizione il suo intero portfolio per farci scegliere 13 percorsi di degustazione, 13 terzetti che saranno proposti in assaggio con la formula del ‘bevi tre, paghi due’. Qui sotto mettiamo i manifestini per 12 percorsi, con qualche indicazione: innanzitutto, quest’anno è il 175° anniversario di Cadenhead’s, il più antico imbottigliatore indipendente di Scozia, e per quanto buona parte degli imbottigliamenti celebrativi non siano più disponibili abbiamo costretto Maurizio a mettere in assaggio qualche chicca, pescando soprattutto tra le release del 2017 (attenzione a due single cask per i punti vendita di Cadenhead’s…). Rispetto agli anni scorsi ci sono poi alcune novità: Bladnoch in primis, con le Lowlands finalmente rappresentate, poi l’irlandese The Whistler e, con grande gioia nostra, il bretone Armorik. Inoltre, spiccano alcuni imbottigliamenti esclusivi per l’importatore, ad esempio (udite udite) un GlenDronach del 1992 in Oloroso, o due Kilchoman, uno in bourbon e l’altro finito per sei mesi in Pedro Ximenez.

Sopra però abbiamo parlato di 13 terzetti, e qui sotto ce ne sono solo 12… Ebbene sì, ce n’è uno fuori lista, fatto di soli imbottigliamenti “almost rare“, ovvero usciti come ‘normali’ qualche anno fa e nel frattempo diventati piccoli oggetti di culto. Eccolo qui:

  • Kilkerran Work in Progress 1st edition (2009, 46%)
  • Longrow 10 yo (anni 2000, 46%)
  • Kilchoman 2007 SC Oloroso per Beija-Flor (2013, 58%)

Insomma, dovreste trovare malto per i vostri denti, o no? Noi vi aspettiamo, anche solo per quattro chiacchiere!

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