Armorik ‘Double Maturation’ (2017, OB, 46%)

Qualche settimana fa abbiamo assaggiato Armorik Classic, whisky di malto dalla Bretagna con spiccate velleità artigianali, come abbiamo avuto modo di raccontare qui. Oggi torniamo nelle terre delle chansons de geste e ci versiamo nel bicchiere il “Double Maturation”, versione senza età dichiarata, con una prima fase di maturazione in barili di quercia bretone ed un secondo passaggio in botti ex-sherry. Il Classic ci aveva stupito per intensità e complessità, chissà se questo reggerà il confronto.

N: paragonandolo al Classic, qui ritroviamo un distillato di una certa presenza, piuttosto grasso, che forma per così dire una patina cerosa, quasi minerale (meno che nell’altro). Qui però si fa più imponente il lato fruttato, forse portato di una costruzione di legni più ‘ingegneristica’ e inusuale, di certo molto piacevole: note di frutta gialla (mela gialla senz’altro, pesche mature) e perfino quasi tropicale. Resta, più debole che nell’altro, una bella nota di cereale caldo. Cresce una nota di pastafrolla, di vaniglia.

P: ancora esibisce un bel corpo, pieno e con una bella intensità di sapori. Qui le differenze con l’altro sembrano assottigliarsi, anche se qui resta una frutta decisamente più marcata (ancora gialla, mele e pesche). C’è di nuovo scorza d’arancia, forse una note di miele; poi brioche, vaniglia, ancora base per torte. Resta la venatura minerale, anche se – di nuovo – meno spiccata.

F: lungo e persistente, elegante con note fruttate, di pastafrolla, un velo minerale e una chiusa con richiami di rovere.

L’identità comune resiste, e questo aspetto ci piace, vuol dire che la distilleria ha una sua anima precisa; se il Classic era meno ‘classico’ e più particolare, più affilato forse, questo appare più ruffiano, se si vuole, e probabilmente potrà piacere di più a un pubblico più vasto. Detto ciò, confermiamo l’ottima impressione complessiva avuta assaggiando il primo, e la valutazione resta la medesima, 85/100.

Sottofondo musicale consigliato: Ensemble ‘Diabolus in Musica’ dir. Antoine Guerber – Chanson de Guillaume.

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