Royal Brackla 13 yo (2006/2020, Valinch & Mallet, 51,7%)

Torniamo a mettere il naso sull’ultimo lotto di imbottigliamenti di Valinch & Mallet, e dopo un eccellente Dufftown finito in un barile ex-Oloroso oggi assaggiamo un Royal Brackla di 13 anni, anch’esso finito in uno di quei veri barili vecchissimi di vero sherry, stavolta varietà Pedro Ximenez. Al solito, vi rimandiamo alla chiacchierata che abbiamo fatto insieme a Davide e Fabio, così potrete sentire la storia di questa botte direttamente dalla loro viva voce.

N: che naso particolare… Note di liquirizia molto intensa, fin dall’inizio; c’è un sentore strano di sacco di juta, davvero inedito; pane corso, quello con l’uvetta. Castagne, anzi: farina di castagne. Noci, decisamente – e anche nocino, certo. Resta piuttosto vinoso, ma non ha niente a che vedere con quella dolcezza ruffiana e smaccata dei PX finish ‘moderni’ cui siamo abituati. Una punta sulfurea, diciamo di ‘freschino’ e di arancia un po’ troppo matura.

P: l’attacco è molto dolce e molto esplosivo, ancora molto vinoso (molto? moltissimo, sa proprio di Pedro Ximenez). Si parte da una zuccherinità da uvetta, da vino dolce, liquore all’arancia; ancora biscotti di castagne. Caramello bruciato, marmellata di fragola bruciata… Per nulla fresco. Dalla dolcezza iniziale, si passa a una nota amara molto carica, molto organica, che ci fa venire in mente catalogna cotta e del fegato bovino – amarino e metallico.

F: resta piuttosto piccante, di una piccantezza da gorgonzola stagionato (anzi, dice Zucchetti che sa di cabrales, e noi di fronta a cotanta maestria ci inchiniamo – non c’è il grasso del formaggio), e anche un po’ di cioccolato fondente.

Un profilo francamente unico; dobbiamo essere onesti, pur apprezzando la particolarità non è il nostro whisky ideale, non il nostro profilo perfetto. Ma siamo sicuri che piacerà a moltissimi, e in generale consigliamo caldamente l’assaggio perché un Pedro Ximenez così non l’avete mai assaggiato. Per appassionati di vestiti più che di corpi: 85/100.

Sottofondo musicale consigliato: Nina Simone – Just like a woman.

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Aultmore 9 yo (2010/2020, Valinch & Mallet, 51,4%)

La scorsa settimana abbiamo avuto il piacere di conversare virtualmente con Fabio Ermoli e Davide Romano: ne è uscita une bellissima chiacchierata (ancora disponibile sulla nostra pagina facebook, se vi pungesse vaghezza), in cui i due ci hanno raccontato un po’ i piani per il futuro e qualche dietro-le-quinte del mestiere dell’imbottigliatore. La chiacchierata è stata oliata da quattro nuove release di V&M, che in questi giorni recensiremo: oggi si parte da questo giovane Aultmore in bourbon, invecchiato per 9 anni.

Aultmore_b_9_Valinch_&_Mallet_Single_Malt_Scotch_Whisky

N: molto aperto, molto piacevole, molto Speysider. C’è tutto quello che di buono uno cerca in un giovane ex-bourbon, tutto virato sulla freschezza: frutta gialla / bianca (pesca bianca, ), sorbetto al limone, zucchero a velo e un qualcosa di burroso – burro fresco, shortbread, perfino pandoro. C’è una componente erbacea, diciamo di margarina e fiori freschi, gardenia. Davvero piacevole.

P: sempre pulito e pieno, al limite dell’austero; frutta fresca, mela, mandarino, yogurt all’ananas. Molto fresco e beverino, non troppo dolce, molto equilibrato e delicato. Agrumato ed erbaceo; poi note di zucchero bianco, ancora. Ha proprio un’acidità positiva, che ti pulisce la bocca e fa salivare. Molto buono.

F: pulito, molto erbaceo e cerealoso, ancora pesca bianca e ananas. Nocciolo di pesca.

Davvero molto piacevole: affilato, fruttato, per niente ruffiano. Un esempio perfetto di “whisky che sa di whisky”, con tutta la freschezza di un giovane Speysider in bourbon, in cui la botte si è comportata bene e non ha completamente smarmellato di vaniglia il whisky. 87/100. Tra l’altro, cercando il prezzo online abbiamo visto che su Whiskyitaly costa 50€: un regalo che sarebbe un peccato non accettare.

Sottofondo musicale consigliato: R.E.M. – Shiny Happy People.