Bruichladdich 10 yo “Laddie” (2011, OB, 46%)

L’estate del whisky è stata scossa (?) dalla vendita della distilleria Bruichladdich, che dalla gestione precedente (che aveva rilanciato il marchio, ampliando il range e producendo una gran quantità di imbottigliamenti… della strategia avevamo accennato qui) è passata nelle mani dei francesi della Remy Cointreau per una cifra record, una barca di quattrini, che neanche dentro ai celebri pouf dell’era-tangentopoli. Della vicenda si è occupato diffusamente il nostro amico Davide, e ai suoi articoli rimandiamo, condividendo peraltro la convinzione che le preoccupazioni avanzate da molti (quorum il Malt Maniac Oliver Klimek) non siano necessariamente fondate: mica perché sono francesi e molto ricchi rovineranno tutto, o no? Ma comunque: la vendita è arrivata al momento giusto, perché il rinnovamento della distilleria è giunto a compimento alla fine dell’anno scorso, quando è stato messo sul mercato il primo 10 anni ufficiale completamente prodotto dalla gestione di Jim McEwan, ovvero il Laddie – che appunto assaggiamo oggi.

N: uvetta, caramello… Note speziate (noce moscata e cannella) accanto a una deliziosa dolcezza da toffee. Note di frutta, varie (scorza d’aranzia, limone, ma anche qualcosa di più caldo… facciamola facile, diciamo marmellata d’arancia). C’è poi, fin dall’inizio e sullo sfondo, una netta marinità (profumo di spiaggia, salmastro, diciamo alghe) e, dopo un po’, perfino una leggera affumicatura. Pasta di mandorle. Punte leggerissime mentolate?

P: wow, davvero buono. Per farla breve, come al naso ma di più: soprattutto, c’è una dolcezza fruttata (mela, pesca, albicocca, frutta tropicale…) davvero da capogiro. Poi, ancora, le note di scorza d’agrume, quelle salmastre (liquirizia salata?), quelle affumicate. Zucchero di canna abbrustolito? Avrete presente, no?, l’avrete pur fatta una torta ricoperta di zucchero che vi siete dimenticati in forno per un paio di minuti di troppo… Pepatino, verso il finale.

F: persistente, buono. Affumicato e secco, soprattutto. Pepe. Toffee, caramello.

Molto buono, davvero. Non è magari complessissimo, ma è molto coerente e qualitativamente di ottimo livello. Intenso, saporito, con quelle note marine e – a tratti – affumicate (ricordate: non torbato) davvero eccellenti; molto più buono di quanto non lascino presagire le tasting notes ufficiali… Ah, costa 35 euro: anche per questa ragione, gli dobbiamo dare almeno 87/100. Serge le pensa così, Ruben così.

Sottofondo musicale consigliato: Paolo Conte Bartali, alla faccia dei francesi. Tiè.

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