Questo whisky, proveniente dalla distilleria situata più a Nord della Scozia, sulle isole Orcadi, è un esempio magistrale di bilanciamento e complessità, e rappresenta nel portfolio della distilleria la sintesi perfetta tra gioventù (12 e 15 anni) e maturità (25, 30 e 40 anni).
N: a un primo approccio c’è di tutto e di più. Si sente la (solita) pera e un che di acidino, oscillante tra l’agrumato e la mela verde. Piacevolissime le note di toffee e burro. Dopo qualche minuto di ossigenazione si scatena un putiferio olfattivo: frutta secca, soprattutto, frutta matura, che in qualche modo richiama gli odori dei grandi pasti familiari, con il centrotavola imbandito di frutta profumata.
P: compaiono in prima istanza le note acide e fruttate, con prevalenza di sherry e ancora frutta secca. Emerge poi un sapore delizioso di legno di botte che accompagna una lieve affumicatura e una torba molto delicata. Va detto, e non come critica, che al palato sembra essere meno dolce di quanto lasci immaginare il naso, per quanto una nota di miele emerga qua e là. In generale questo Higland Park tende a seccare la bocca verso il finish e la gamma dei sapori sembra esaurirsi in fretta a vantaggio di una legnosità e una torbatura raramente così armoniche e godibili.
F: è di media durata e intensità e proprio mentre si rimane coccolati da un sottofondo di toffee e dalla persistenza di legno affumicato (liquirizia, a tratti), questo malto regala un’ultima sorpresa: un che di salato sulle labbra, una sensazione accennata, forse una suggestione proveniente direttamente dal profondo Nord oceanico.
L’apporto delle botti di sherry (accuratamente selezionate: la distilleria spende circa 10 milioni di sterline all’anno per la selezione del legno…), pur essendo molto delicato, è decisivo e rende questo malto davvero saporito. Le note intense e persistenti che i 18 anni di invecchiamento conferiscono al distillato sono impreziosite dal carattere isolano del whisky: lieve affumicatura e sensazioni marine. La leggera torbatura che si sente negli Highland Park è poi del tutto peculiare, dato che sull’isola non crescono alberi dal Neolitico (così almeno ci dice la preziosissima malt whisky yearbook). Anche per l’ottimo rapporto qualità/prezzo (siamo tra i 50 e i 60 euro), questo Highland Park è tra i must have di chiunque voglia costruire una cantina di whisky, piccola o grande che sia; risulta infatti difficile, opinione personalissima ça va sans dire, arrivare a stancarsene, grazie ai mille spilli da cui si è punzecchiati durante la degustazione. 88/100 è la nostra sentenza; se volete opinioni di altri, potete provare qui (Serge) o qui (Ruben).
Sottofondo musicale consigliato: The knife – Pass this on, dall’album Deep Cuts.

5 thoughts on “Highland Park 18 yo (OB, 43%)”
[…] esce ufficialmente dal portfolio, quindi a suo modo sta per diventare una rarità) all’ottimo 18 anni, per terminare con gli eccellenti 25 e 30 anni, in modo da poter confrontare proficuamente […]
[…] Il 15 anni è a nostro giudizio solo leggermente migliore rispetto al più giovane compare: è lievemente più complesso e più strutturato, ma ancora dobbiamo rilevare come a un naso soft ma intrigante non segua un palato altrettanto strutturato. Probabilmente entrambi i malti, comunque di buon livello, potrebbero trarre giovamento da una gradazione un po’ più alta: ma chi siamo noi per dare suggerimenti all’Highland Park? Nessuno, appunto, e quindi ci limitiamo a registrare la nostra valutazione: 83/100. Serge ha assaggiato batch diversi sia del 12 che del 15 anni, si possono trovare e scegliere qui; segnaliamo anche la bella pagina che Jeff di scotchhobbyist.com dedica a un confronto tra i due whisky (cui si aggiunge il 18 anni, che noi abbiamo recensito qui). […]
[…] mondo del metal siamo particolarmente sensibili a certi temi), seguito a ruota dai sempre ottimi 18 e 25 anni. Quest’ultimo, in particolare, è veramente un gioiello, probabilmente la versione […]
[…] Highland Park 18 yo (2010, OB, 43%) – 88/100 […]
[…] Park 18 yo (2005, OB, 43%)Vecchia versione del 18 anni ufficiale, di cui abbiamo già assaggiato la versione successiva e quella attuale, coi ghirigori vichinghi. C: ambrato rossastro. N: la gloria della frutta sia con […]