Ardbeg ‘Ardbog’ (2013, OB, 52,1%)

Ardbog_DayOgni volta che Ardbeg annuncia un nuovo imbottigliamento, la gente perde il senno: così è stato anche quest’anno, con tedeschi pronti ad aprire un mutuo pur di comprarsi un sample in anteprima… L’Italia ha celebrato l’Ardbeg Day sabato scorso a Milano, nella splendida cornice di Palazzo delle Stelline, a pochi passi dal cenacolo di Leonardo, con l’apporto sempre prezioso di Giorgio D’Ambrosio (quattro chiacchiere con lui sono state molto più interessanti, che so, del tiro alla fune… ma questo è scontato): in questa occasione mondana è stato appunto presentato Ardbog, il pargolo 2013 della distilleria di Argyll – ‘bog’ vuol dire ‘torbiera’ (anche se il primo significato pare essere ‘cesso / latrina’, non fatevi trarre in inganno, non è un double maturation in wc!), così si svela l’arcano del curioso nome. Grande attesa, si diceva, per un whisky di circa 10 anni, composto per metà da botti ex-bourbon e per l’altra metà da ex-sherry Manzanilla: grande attesa anche perché, come sappiamo, le ultime uscite (Ardbeg Day, Galileo, Alligator) non avevano propriamente persuaso gli appassionati, a dispetto di un successo commerciale notevole. Bando alle ciance: il colore è dorato, chiaro.

ArdbegArdbogN: l’alcol si sente, non poco; giovane, è giovane: si sente già dalla torba esuberante. L’affumicatura è molto intensa e acre, in pieno stile Ardbeg (gasolio, pneumatici, gomma bruciata), e il lato marino/iodato resta di discreta intensità, a differenza di una dimensione medicinale che per ora ci pare assente. Fin qui, tutto bene, e neppure il resto in fondo ci delude: c’è una ‘dolcezza’ secca, da zucchero e frutta cristallizzata (agrumi: arancia e cedro – ma anche, a pacchi, zenzero!); mela gialla? Comunque, è un lato composto e per nulla ruffiano. Col tempo si apre anche un bouquet di spezie tutto sommato inatteso; legno, liquirizia, cannella, chiodi di garofano, anche un po’ di menta… Forse una punta di tamarindo? Una suggestione di torta paesana (quella a base di cioccolato e pinoli).

P: l’attacco (anche qui un po’ alcolico) è tutto su un tappetone di fumo di torba, intenso, acre, ancora molto ‘nervoso’, a svelare ancora la giovane (sì, ok, ma non giovanissimissima…) età – sembra quasi ‘frizzante’, una sorta di mix tra acqua di mare, zenzero candito e pepe: a tratti eccede, di certo non è un palato aggraziato. Certo è molto secco (D’Ambrosio ci spiegava che la ‘colpa’ è della quota di botti Manzanilla) e di una dolcezza agrumata discreta, presente ma non onni-: ancora agrumi canditi e liquirizia. Meno complesso che al naso, diremmo, e anche un po’ meno godibile.

F: torba e pepe, pepe e torba, con un po’ di caffè e cioccolato. Lungo e molto persistente. Gomma bruciata.

Mah, che dire; di certo (l’opinione pareva condivisa da tutti, ieri) è un poco più convincente delle ultime altre release di Ardbeg, ma in fondo (l’opinione pareva condivisa da tutti, ieri) non è che ci volesse proprio moltissimo… A noi non dispiace, a dirla tutta: è un whisky ‘onesto’, che rivela tutta la sua gioventù e che – fortunatamente, anche grazie all’apporto delle botti Manzanilla – non eccede in quella dolcezza ruffiana (puttanona, direbbe qualcuno) che ha caratterizzato molte delle ultime uscite, anche se un po’ di rotondità in più non ci sarebbe stata male. Di sicuro, vi deve piacere la torba, e vi deve piacere tanto, ma tanto tanto: dimenticate l’Ardbeg del passato, dimenticate quei whisky oleosi, limonosi e masticabili, stiamo parlando d’altro, qui. E insomma, è un whisky discreto, che valuteremo 83/100, anche se altri, come il prode Gal, sono stati più indulgenti; costerà intorno ai 90 euro, non esattamente un prezzo ‘popolare’, per un malto così giovincello – ma hey, è Ardbeg! Bah…

Sottofondo musicale consigliato: ArsisForced to rock.

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5 risposte a "Ardbeg ‘Ardbog’ (2013, OB, 52,1%)"

  1. 84/100 è un ottimo voto, la vostra descrizione invoglia l’assaggio… io non l’ho ancora assaggiato, ma sbilanciatevi Facili!… 90 euro li vale?

    1. Beh, magari siamo stati troppo eufemistici alla fine del post; comunque la risposta è “no” – a meno che non si voglia considerare l’acquisto come mero investimento, allora forse…

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