Tomatin 12 yo (2016, OB, 43%)

Tomatin ha di recente vinto un premio per la distilleria “più cresciuta” a livello d’immagine negli ultimi anni – in effetti la veste grafica delle loro bottiglie è cresciuta moltissimo con l’ultimo cambio di packaging, rendendo più appetibile un prodotto che era già eccellente di suo (ma si sa, le allodole vogliono specchietti talvolta, e anche l’occhio vuole la sua parte, e tanto va la gatta al lardo). Il 12 anni ufficiale è sì composto: botti ex-bourbon, refill hogsheads, sherry butts, dopo 11 anni e mezzo viene tutto mescolato e tenuto per 6/9 mesi in refill Oloroso, e dunque è un finish, tecnicamente. Dimentichiamo le sirene del packaging e torniamo a indossare parrucca e toga e colletto, corrucciamo la fronte con aria grave e andiamo a giudicare.

N: molto vario ed espressivo: in effetti la pluralità di legni si traduce in una pluralità di storie… Sicuramente una narra di bella frutta secca (noci e nocciole); un capitolo è dedicato all’arancia e alla scorza d’agrume, mentre un’astratta frutta giallorossa si fa largo senza faticare tra le pagine. La storia principale è però dedicata ad un malto caldo, forse addirittura lievemente torbato (note minerali), a tratti davvero esuberante.

P: qui la trama è forse meno intricata, con un proemio delicato e leggermente fruttato (ancora frutta gialla indistinta) e poi ancora un romanzo di formazione del malto, caldo, croccante e lievemente minerale (fette biscottate, qualche venatura acre di torba, soprattutto proprio il sapore dell’orzo assaggiato nei tour in distilleria). Ancora frutta secca (tra nocciola noce e perfino l’uvetta dello sherry).

F: di media durata, tutto tra malto, miele e un po’ d’uvetta.

Buono, un classico whisky d’introduzione, di quelli che sembrano semplici ma poi non così tanto. Con le sue sfumature minerali da vero whisky delle Highlands varia il tema principale, tutto incentrato sul malto, vero eroe di questo piccolo poemetto epico. 84/100 è un voto giusto? Secondo noi sì, d’altro canto è il nostro blog, quindi…

Sottofondo musicale consigliato: Jacob Bellens – Untouchable.

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